Giornata Mondiale della Pace: messaggio di Mattarella al Papa

Papa presidente República Italiana
El Papa Francisco Sergio Mattarella en el Vaticano 16 dic. 2021 © Vatican Media

“L’acuirsi della distanza tra le persone, la profonda crisi educativa e la crescente precarietà del mondo del lavoro”. Sono le tre “sfide sociali del nostro tempo” che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha citato nel messaggio a Papa Francesco in occasione della 55esima Giornata Mondiale della Pace. Al termine dell’Angelus di oggi, il Pontefice ha risposto: “Ricambio di cuore e con gratitudine il saluto del Signor Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e assicuro la mia preghiera per lui e per il popolo italiano”.

Ecco il testo del messaggio di Sergio Mattarella.

«Santità,

il tema che ha scelto per la 55.ma Giornata Mondiale della Pace “Dialogo fra generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura”, rappresenta per le istituzioni, i governanti e tutti coloro che rivestono responsabilità sociali e politiche un rigoroso richiamo e – al tempo stesso – un appassionato spunto di riflessione sugli strumenti per affrontare con efficacia i problemi che affliggono un mondo multipolare e frammentato, quali quelli del degrado ambientale, della recrudescenza delle malattie, dell’aggravarsi della fame, delle croniche carenze d’acqua e del continuo riprodursi di conflitti.

Ambiente e istruzione

La pandemia in corso ha reso ancora più complesse, come ricordato da Vostra Santità, le tre principali sfide sociali del nostro tempo: l’acuirsi della distanza tra le persone, la profonda crisi educativa e la crescente precarietà del mondo del lavoro. In un contesto drammaticamente segnato dal levarsi continuo del grido dei poveri e della terra, condivido pienamente la necessità di intraprendere quel cammino della pace che San Paolo VI definì sviluppo integrale. Un cammino che passa, come sottolineato nel Messaggio, attraverso un fecondo dialogo fra generazioni, una vera e propria alleanza tra gli anziani, custodi della memoria, e i giovani che portano avanti la storia. Ciò significa rifuggire dal perseguimento degli interessi immediati che concorrono a produrre la cultura dello scarto e impegnarsi in un confronto aperto e franco, finalizzato alla realizzazione di progetti condivisi quali l’emergenza climatica. Condivido, quindi, l’esortazione a incoraggiare tutti coloro – giovani in primis – che si stanno impegnando per un mondo che abbia più a cuore la protezione dell’ambiente. Valorizzare il ruolo dei giovani è d’altra parte uno degli obiettivi di fondo della politica estera dell’Italia. Come ricordato da Vostra Santità, l’istruzione – aspetto imprescindibile per la costruzione della pace e grammatica stessa del dialogo tra le generazioni – rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo. E mi rammarica constatare come, negli ultimi anni, le risorse che al livello globale vengono dedicato a questa imprescindibile funzione siano diminuite. Su questo tema vorrei condividere l’auspicio che i fondi per l’istruzione siano finalmente considerati come investimenti. Perché è dall’istruzione e dalla crescita personale che si parte per costruire il futuro.

Il lavoro

Il terzo aspetto che il Messaggio sottolinea è il lavoro, inteso come veicolo per la piena realizzazione della dignità umana e come base su cui costruire la giustizia e la solidarietà all’interno di ogni comunità. La pandemia da Covid-19 ha ulteriormente aggravato le problematiche inerenti al mercato del lavoro, rendendo le persone che vivono in condizioni di precarietà – e che molto spesso sono escluse dai sistemi di protezione sociale – ancora più vulnerabili. La ringrazio, Santità, per aver rivolto il Suo pensiero al ruolo che è chiamata a ricoprire la politica in questo ambito, ovvero quello di promuovere, e garantire in ogni circostanza, il giusto equilibrio tra libertà economica e giustizia sociale. Le Sue parole ci ricordano, in un momento storico in cui l’umanità continua a essere scossa dalla tempesta della crisi sanitaria, come tutti, insieme, ogni giorno, possiamo diventare “artigiani” di pace. Nella certezza di farmi interprete dei sentimenti del popolo italiano, Le rivolgo un sincero e affettuoso augurio per il nuovo anno e per la prosecuzione della Sua missione apostolica».