GMG diocesane, ecco gli orientamenti pastorali

Da quest'anno Papa Francesco ha fissato la celebrazione alla Domenica di Cristo Re

GMG diocesane, ecco gli orientamenti pastorali
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Il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha pubblicato gli Orientamenti pastorali per la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù nelle Chiese particolari. Nel documento si evidenzia, tra l’altro, come le GMG diocesane siano “un momento privilegiato di incontro con le giovani generazioni” e si offrono alcune indicazioni concrete, autentici “punti cardine” per lo svolgimento delle GMG. Ecco il testo integrale del documento:

1. Le Giornate Mondiali della Gioventù

L’istituzione delle Giornate Mondiali della Gioventù è stata indubbiamente una grande intuizione profetica di San Giovanni Paolo II, che spiegò così i motivi della sua decisione: «Tutti i giovani devono sentirsi seguiti dalla Chiesa: perciò, che tutta la Chiesa, in unione con il Successore di Pietro, si senta sempre maggiormente impegnata, a livello mondiale, in favore della gioventù, delle sue ansie e sollecitudini, delle sue aperture e speranze, per corrispondere alle sue attese, comunicando la certezza che è Cristo, la Verità che è Cristo, l’amore che è Cristo…». Papa Benedetto XVI raccolse il testimone del suo predecessore e, in varie occasioni, non mancò di evidenziare come questi eventi rappresentassero un dono provvidenziale per la Chiesa e li definì “una medicina contro la stanchezza del credere”, “un modo nuovo, ringiovanito dell’essere cristiani”, “una nuova evangelizzazione vissuta”. Anche per Papa Francesco, le Giornate Mondiali della Gioventù costituiscono una spinta missionaria di straordinaria forza per tutta la Chiesa e, in particolare, per le giovani generazioni. Solo qualche mese dopo la sua elezione, inaugurò il suo pontificato con la GMG di Rio de Janeiro nel luglio 2013, al termine della quale ebbe a dire che quella GMG era stata «una nuova tappa del pellegrinaggio dei giovani attraverso i continenti con la Croce di Cristo. Non dobbiamo mai dimenticare – spiegò – che le Giornate Mondiali della Gioventù non sono “fuochi d’artificio”, momenti di entusiasmo fini a se stessi; sono tappe di un lungo cammino, iniziato nel 1985, per iniziativa del Papa Giovanni Paolo II». E poi chiarì un punto centrale: «Ricordiamo sempre: i giovani non seguono il Papa, seguono Gesù Cristo, portando la sua Croce. E il Papa li guida, li accompagna in questo cammino di fede e di speranza». Com’è noto, le celebrazioni internazionali dell’evento si tengono generalmente con cadenza triennale in Paesi di volta in volta diversi con la partecipazione del Santo Padre. La celebrazione ordinaria della Giornata, invece, ha luogo ogni anno nelle Chiese particolari, che si fanno carico di organizzare autonomamente tale evento.

2. Le GMG nelle Chiese particolari

La Giornata Mondiale della Gioventù celebrata in ciascuna Chiesa particolare ha grande significato e valore non solo per i giovani che vivono in quella determinata regione, ma per tutta la comunità ecclesiale locale. Alcuni giovani, per oggettive difficoltà di studio, di lavoro o finanziarie non hanno la possibilità di partecipare alle celebrazioni internazionali di tali Giornate, per cui è bene che ogni Chiesa particolare offra anche a loro la possibilità di vivere in prima persona, anche se a livello locale, una “festa della fede”, un evento forte di testimonianza, di comunione e di preghiera analogo a quelli internazionali, che hanno profondamente segnato l’esistenza di tanti giovani in ogni parte del mondo. Allo stesso tempo, la Giornata Mondiale della Gioventù celebrata a livello locale riveste un significato estremamente importante per ogni Chiesa particolare. Essa serve a sensibilizzare e a formare la comunità ecclesiale nel suo complesso – laici, sacerdoti, consacrati, famiglie, adulti e anziani – perché diventi sempre più consapevole della sua missione di trasmettere la fede alle nuove generazioni. L’Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” (2018) ha ricordato che tutta la Chiesa, universale e particolare e ogni suo membro, deve sentirsi responsabile per i giovani ed essere disponibile a lasciarsi interpellare dalle loro domande, dai loro desideri e dalle loro difficoltà. La celebrazione di queste Giornate dei giovani a livello locale, perciò, è estremamente utile per tener viva nella coscienza ecclesiale l’urgenza di camminare con i giovani, accoglierli e ascoltarli con pazienza, annunciando loro la Parola di Dio con affetto ed energia. Proprio in riferimento alla celebrazione della GMG a livello locale, questo Dicastero, nell’ambito delle sue competenze, ha elaborato alcuni Orientamenti pastorali, destinati alle Conferenze episcopali, ai Sinodi delle Chiese Patriarcali e Arcivescovili Maggiori, alle diocesi/eparchie, ai movimenti ecclesiali e associazioni e, non ultimi, ai giovani di tutto il mondo, affinché la “GMG diocesana/eparchiale” sia vissuta pienamente come momento di celebrazione “per i giovani” e “con i giovani”. Tali Orientamenti pastorali intendono incoraggiare le Chiese particolari a valorizzare sempre più la celebrazione diocesana della GMG e a ritenerla un’occasione propizia per programmare e realizzare con creatività iniziative da cui emerga che la Chiesa considera la propria missione con i giovani «una priorità pastorale epocale su cui investire tempo, energie e risorse». Occorre fare in modo che le giovani generazioni avvertano di essere al centro dell’attenzione e della sollecitudine pastorale della Chiesa. I giovani, infatti, vogliono essere coinvolti e apprezzati, per sentirsi coprotagonisti della vita e della missione della Chiesa. Le indicazioni che seguiranno hanno principalmente in mente le singole diocesi, come ambito proprio di espressione della Chiesa locale. Ma vanno ovviamente adattate alle diverse situazioni in cui la Chiesa si trova a vivere in varie regioni del mondo, nel caso in cui, ad esempio, le diocesi/eparchie siano di piccole dimensioni e con poche risorse umane e materiali a disposizione. In questi casi concreti, o laddove se ne veda la convenienza pastorale, è possibile che circoscrizioni limitrofe o sovrapposte uniscano le loro forze per celebrare la Giornata dei giovani tra più circoscrizioni, oppure a livello di regione ecclesiastica, o a livello nazionale.


3. La celebrazione della GMG a livello locale nella Solennità di Cristo Re

Al termine della celebrazione eucaristica nella Solennità di Cristo Re, il 22 novembre 2020, Papa Francesco ha voluto rilanciare la celebrazione della GMG nelle Chiese particolari e ha annunciato che, a partire dal 2021, tale celebrazione, tradizionalmente vissuta la Domenica delle Palme, si terrà la Domenica in cui ricorre la Solennità di Cristo Re. A riguardo, ricordiamo che San Giovanni Paolo II proprio nella Solennità di Cristo Re del 1984 convocò i giovani a un incontro, in occasione dell’Anno Internazionale della Gioventù (1985), che – assieme alla convocazione del Giubileo dei Giovani nell’Anno della Redenzione (1984) – segnò l’inizio del lungo cammino delle GMG: «In questa festa […] – egli disse – la Chiesa proclama il Regno di Cristo, già presente, ma ancora in misteriosa crescita verso la sua piena manifestazione. Della dinamica del Regno di Dio voi giovani siete insostituibili portatori, speranza della Chiesa e del mondo». Questa, dunque, fu la genesi delle GMG: nel giorno di Cristo Re, i giovani di tutto il mondo furono invitati «a venire a Roma per un incontro col Papa, all’inizio della Settimana Santa, sabato e domenica delle Palme». In effetti, non è difficile cogliere il legame tra la Domenica delle Palme e Cristo Re. Nella celebrazione delle Palme, si fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme come quello di un «re mite, seduto su un’asina» (Mt 21,5) e acclamato come Messia dalla folla: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» (Mt 21,9). L’evangelista Luca aggiunge esplicitamente la qualifica di “Re” all’acclamazione della folla rivolta a “colui che viene”, sottolineando così che il Messia è anche Re, e che il suo ingresso a Gerusalemme rappresenta in un certo senso un’intronizzazione regale: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore» (Lc 19,38). La dimensione regale di Cristo è così importante per Luca, che compare dall’inizio alla fine della vicenda terrena di Gesù Cristo e ne accompagna tutto il ministero. Nell’Annunciazione l’angelo profetizza a Maria che il bambino da lei concepito riceverà da Dio «il trono di Davide suo padre, e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (Lc 1,32-33). E nel momento drammatico della crocifissione, mentre gli altri evangelisti si limitano a menzionare gli insulti dei due crocifissi ai lati di Gesù, Luca presenta la commovente figura del “buon ladrone” che dal patibolo della croce prega Gesù, dicendo: «Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42). Le parole di accoglienza e di perdono che Gesù pronuncia in risposta a questa preghiera fanno capire che Egli è un Re venuto per salvare: «Oggi sarai con me in paradiso» (Lc 23,43). Il forte annuncio che deve essere rivolto ai giovani e che deve essere al centro di ogni GMG diocesana/eparchiale celebrata nel giorno di Cristo Re è dunque: accogliete Cristo! Accoglietelo come Re nella vostra vita! È un Re venuto per salvare! Senza di Lui non c’è vera pace, non c’è vera riconciliazione interiore e non c’è vera riconciliazione con gli altri uomini! Senza il suo Regno anche la società perde il suo volto umano. Senza il Regno di Cristo scompare ogni vera fratellanza, ogni autentica vicinanza a chi soffre. Papa Francesco ha ricordato che al cuore delle due celebrazioni liturgiche, Cristo Re e Domenica delle Palme, «rimane il Mistero di Gesù Cristo Redentore dell’uomo…». Il cuore del messaggio, dunque, continua a essere quello che la grandezza dell’uomo deriva dall’amore che sa donarsi agli altri “fino alla fine”. L’invito, pertanto, per ogni diocesi/eparchia è di celebrare la GMG nel giorno in cui ricorre la Solennità di Cristo Re. È infatti desiderio del Santo Padre che, in questo giorno, la Chiesa universale ponga i giovani al centro della sua attenzione pastorale, preghi per loro, compia gesti che rendano i giovani protagonisti, promuova campagne di comunicazione, ecc. L’ideale sarebbe organizzare un evento (diocesano/eparchiale, regionale o nazionale) nello stesso giorno di Cristo Re. Tuttavia, per vari motivi, potrebbe rendersi necessario realizzare l’evento in un’altra data. Tale celebrazione dovrà essere inserita in un cammino pastorale più ampio, all’interno del quale la GMG costituisce solo una tappa. Non a caso, il Santo Padre raccomanda che «la pastorale giovanile non può che essere sinodale, vale a dire capace di dar forma a un camminare insieme».

4. Punti cardine della GMG

Nel corso del Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, diversi interventi dei padri sinodali hanno riguardato la Giornata Mondiale della Gioventù. A questo proposito, nel Documento Finale si legge: «La Giornata Mondiale della Gioventù – nata da una profetica intuizione di san Giovanni Paolo II, il quale rimane un punto di riferimento anche per i giovani del terzo millennio -, gli incontri nazionali e diocesani[/eparchiali] svolgono un ruolo importante nella vita di molti giovani perché offrono un’esperienza viva di fede e di comunione, che li aiuta ad affrontare le grandi sfide della vita e ad assumersi responsabilmente il loro posto nella società e nella comunità ecclesiale». E sottolineando che queste convocazioni rimandano «all’accompagnamento pastorale ordinario delle singole comunità, dove l’accoglienza del Vangelo deve essere approfondita e tradotta in scelte di vita», il Documento afferma che esse «offrono la possibilità di camminare nella logica del pellegrinaggio, di sperimentare la fraternità con tutti, di condividere gioiosamente la fede e di crescere nell’appartenenza alla Chiesa». Esploriamo alcuni di questi “punti cardine” che devono essere al cuore di ogni GMG, anche nella sua dimensione locale, e che perciò assumono chiaro valore programmatico.

a. La Giornata dei giovani sia una “festa della fede” La celebrazione della GMG offre ai giovani un’esperienza viva e gioiosa di fede e di comunione, uno spazio per sperimentare la bellezza del volto del Signore. Al centro della vita di fede c’è l’incontro con la persona di Gesù Cristo, per cui in ogni GMG è bene che risuoni per ciascun giovane l’invito a incontrare Cristo e a iniziare un dialogo personale con Lui. «È la festa della fede, quando insieme si loda il Signore, si canta, si ascolta la Parola di Dio, si rimane in silenzio di adorazione: tutto questo è il culmine della GMG». In tal senso, il programma delle GMG internazionali (dimensione kerigmatica, formativa, testimoniale, sacramentale, artistica, ecc.) può ispirare le realtà locali, che lo potranno adattare con creatività. Da tenere in grande considerazione, in particolare, i momenti di adorazione silenziosa dell’Eucarestia, quale atto di fede per eccellenza, e le liturgie penitenziali, come spazio di incontro privilegiato con la misericordia di Dio. Inoltre, c’è da tener presente che in ogni GMG, il naturale entusiasmo che hanno i giovani, lo slancio con il quale abbracciano le cose che li coinvolgono e che caratterizza anche il modo in cui vivono la fede, tutto ciò stimola e rinvigorisce la fede di tutto il popolo di Dio. Convocati dal Vangelo e invitati a un’esperienza con il Signore, i giovani diventano spesso testimoni coraggiosi della fede e ciò rende sempre l’evento della GMG qualcosa di sorprendente e di unico.

b. La Giornata dei giovani sia una “esperienza di Chiesa” È importante che la celebrazione diocesana/eparchiale della GMG diventi un’occasione in cui i giovani possano fare esperienza di comunione ecclesiale e crescere nella consapevolezza di essere parte integrante della Chiesa. La prima forma di coinvolgimento dei giovani dev’essere l’ascolto. Nella preparazione della Giornata diocesana/eparchiale della gioventù occorre trovare tempi e modi adeguati affinché la voce dei giovani sia ascoltata all’interno delle strutture di comunione esistenti: consigli diocesani/eparchiali e inter-diocesani/eparchiali, consigli presbiterali, consigli locali dei vescovi… Non dimentichiamo che essi sono il volto giovane della Chiesa! Accanto ai giovani, trovino spazio i vari carismi presenti nella circoscrizione. È fondamentale che l’organizzazione della celebrazione diocesana/eparchiale della GMG sia corale, coinvolga i vari stati di vita, in una proposta di lavoro sinodale, come auspicato dal Santo Padre nella Christus vivit: «Animati da questo spirito, potremo procedere verso una Chiesa partecipativa e corresponsabile, capace di valorizzare la ricchezza della varietà di cui si compone, accogliendo con gratitudine anche l’apporto dei fedeli laici, tra cui giovani e donne, quello della vita consacrata femminile e maschile, e quello di gruppi, associazioni e movimenti. Nessuno deve essere messo o potersi mettere in disparte». In tal modo, sarà possibile radunare e coordinare tutte le forze vive della Chiesa particolare, così come risvegliare quelle “addormentate”. In tale contesto, la presenza del Vescovo locale e la sua disponibilità a stare tra i giovani costituiscono, per i giovani stessi, un grande segno di amore e vicinanza. Non di rado, per vari giovani la celebrazione diocesana/eparchiale della GMG diventa un’occasione per incontrare e dialogare con il proprio pastore. Papa Francesco incoraggia questo stile pastorale di prossimità, dove «va privilegiato il linguaggio della vicinanza, il linguaggio dell’amore disinteressato, relazionale ed esistenziale che tocca il cuore, raggiunge la vita, risveglia speranza e desideri».

c. La Giornata dei giovani sia una “esperienza missionaria” La GMG a livello internazionale si è rivelata un’eccellente opportunità per far vivere ai giovani un’esperienza missionaria. Così dev’essere anche per quella diocesana/eparchiale. Come dice Papa Francesco «la pastorale giovanile dev’essere sempre una pastorale missionaria». In tal senso, si possono organizzare missioni in cui i giovani sono invitati ad andare a visitare le persone nelle loro abitazioni, portando loro un messaggio di speranza, una parola di conforto o semplicemente offrendo il loro ascolto. Facendo leva sul loro entusiasmo, i giovani – laddove è possibile – possono essere anche protagonisti di momenti di evangelizzazione pubblica, con canti, preghiera e testimonianze, in quelle strade e in quelle piazze della città dove i loro coetanei si incontrano, poiché sono i giovani i migliori evangelizzatori dei giovani. La loro stessa presenza e la loro fede gioiosa costituiscono già un “annuncio vivente” della Buona Notizia che attrae altri giovani. È da incoraggiare anche la promozione di attività in cui i giovani facciano esperienze di volontariato, di servizio gratuito e dono di sé. Da non dimenticare, che nella Domenica precedente la Solennità di Cristo Re, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale dei Poveri. Quale occasione migliore per promuovere iniziative in cui i giovani donano il proprio tempo, le proprie forze a favore dei più poveri, degli emarginati, di coloro che sono scartati dalla società. In questo modo si offre ai giovani la possibilità di diventare «protagonisti della rivoluzione della carità e del servizio, capaci di resistere alle patologie dell’individualismo consumista e superficiale».

d. La Giornata dei giovani sia una “occasione di discernimento vocazionale” e una “chiamata alla santità” All’interno di una forte esperienza di fede, ecclesiale e missionaria, va data priorità alla dimensione vocazionale. Si tratta di un approccio graduale che anzitutto fa comprendere ai giovani che tutta la loro vita è posta di fronte a Dio che li ama e li chiama. Dio li ha chiamati anzitutto alla vita, li chiama continuamente alla felicità, li chiama a conoscerlo e ad ascoltare la sua voce e soprattutto ad accogliere il suo Figlio Gesù come loro maestro, loro amico, loro Salvatore. Riconoscere e confrontarsi con queste “vocazioni fondamentali” rappresenta una prima grande sfida per i giovani, perché, quando vengono prese sul serio, queste prime “chiamate” di Dio già orientano verso scelte di vita impegnative: l’accettazione dell’esistenza come dono di Dio, da vivere dunque in riferimento a Lui e non in modo autoreferenziale; la scelta di uno stile cristiano di vivere, negli affetti e nelle relazioni sociali; la scelta del percorso di studi, dell’impegno lavorativo, e di tutto il proprio futuro in modo che sia pienamente in sintonia con l’amicizia con Dio che si è abbracciata e che si vuole custodire; la scelta di fare di tutta la propria esistenza un dono per gli altri da vivere nel servizio e nell’amore disinteressato. Si tratta di scelte spesso radicali, in risposta a Dio che chiama, che imprimono un orientamento decisivo a tutta l’esistenza dei giovani. «La vita […] è il tempo delle scelte forti, decisive, eterne. – ha chiarito ai giovani Papa Francesco – Scelte banali portano a una vita banale, scelte grandi rendono grande la vita». All’interno di questo più ampio “orizzonte vocazionale”, non bisogna nemmeno temere di proporre ai giovani l’ineludibile scelta di quello stato di vita che è in accordo con la chiamata che Dio rivolge a ciascuno di loro individualmente, sia esso il sacerdozio o la vita consacrata, anche nella forma monastica, oppure il matrimonio e la famiglia. In questo senso, può essere di grande aiuto il coinvolgimento di seminaristi, di persone consacrate, di coppie di sposi e famiglie, che con la loro presenza e testimonianza aiutino a suscitare nei giovani le giuste domande vocazionali e il desiderio di mettersi alla ricerca del “grande piano” che Dio ha pensato per loro. Nel delicato processo che deve portarli a maturare tali scelte, i giovani vanno accompagnati e prudentemente illuminati. Quando il tempo è maturo, poi, vanno incoraggiati a compiere con decisione la propria scelta personale, confidando nell’aiuto di Dio, senza rimanere in una perenne indeterminatezza. Alla base di ogni scelta vocazionale dev’esserci la chiamata ancor più fondamentale alla santità. La GMG deve far risuonare nei giovani la chiamata alla santità come vera via alla felicità e al compimento di sé. Una santità commisurata alla storia e all’indole personale di ciascun giovane, senza porre limiti alle vie misteriose che Dio ha in serbo per ognuno che possono portare a storie eroiche di santità – come è avvenuto e tutt’ora avviene per tanti giovani – o a quella “santità della porta accanto” dalla quale nessuno è escluso. È pertanto opportuno valorizzare il ricco patrimonio di santi della Chiesa locale e universale, fratelli maggiori nella fede, le cui storie ci confermano che la via della santità non solo è possibile e percorribile, ma regala grande gioia.

e. La Giornata dei giovani sia una “esperienza di pellegrinaggio” La GMG è stata, fin dall’inizio, un grande pellegrinaggio. Un pellegrinaggio attraverso lo spazio – da città, paesi e continenti diversi verso il luogo scelto per l’incontro con il Papa e con gli altri giovani – e un pellegrinaggio attraverso il tempo – da una generazione di giovani a un’altra che ne ha “raccolto il testimone” – che ha segnato profondamente gli ultimi trentacinque anni di vita della Chiesa. I giovani delle GMG sono, perciò, un popolo di pellegrini. Non viandanti che si muovono senza una meta, ma un popolo unito, pellegrini che “camminano insieme” verso un traguardo, verso l’incontro con Qualcuno, l’Unico capace di dare senso alla loro esistenza, il Dio fatto uomo che chiama ogni giovane a farsi suo discepolo, a lasciare tutto e a “camminare dietro di Lui”. La logica del pellegrinaggio richiede essenzialità, invita i giovani a lasciarsi dietro le comode e vuote sicurezze, per adottare uno stile di viaggio sobrio e accogliente, aperto alla Provvidenza e alle “sorprese di Dio”, uno stile che educa a superare se stessi e ad affrontare le sfide che si presentano lungo la strada. La celebrazione diocesana/eparchiale della GMG, pertanto, può proporre modalità concrete per far vivere ai giovani vere e proprie esperienze di pellegrinaggio. Esperienze, cioè, che provocano i giovani a uscire dalle case per mettersi in cammino, durante le quali s’impara a conoscere il sudore e la fatica del procedere, la stanchezza del fisico e la gioia dello spirito. Spesso, infatti, attraverso il pellegrinare insieme si scoprono nuovi amici, si sperimenta l’entusiasmante comunanza di ideali mentre si volge insieme lo sguardo alla meta comune, il sostegno reciproco nelle difficoltà, la gioia del condividere il poco che si ha. Tutto questo è di vitale importanza nei tempi odierni, nei quali molti giovani rischiano di isolarsi in mondi virtuali e irreali, lontani dalla polvere delle “strade del mondo”. Privati perciò di quella profonda soddisfazione che proviene dal conquistare faticosamente e pazientemente la meta desiderata, non con un semplice click, ma con la tenacia e la perseveranza dell’anima e del corpo. In questo senso, la Giornata diocesana/eparchiale della gioventù è un’occasione preziosa perché le giovani generazioni scoprano i santuari locali o altri luoghi significativi per la pietà popolare, tenendo conto del fatto che: «Le diverse manifestazioni della pietà popolare, specialmente i pellegrinaggi, attirano giovani che non si inseriscono facilmente nelle strutture ecclesiali, e sono un’espressione concreta della fiducia in Dio».

f. La Giornata dei giovani sia una “esperienza di fraternità universale” La GMG dev’essere una occasione di incontro per i giovani, non solo per i giovani cattolici. «Ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri, ha qualcosa da dire agli adulti, ha qualcosa da dire ai preti, alle suore, ai vescovi e al Papa!». In tal senso, la celebrazione diocesana/eparchiale della GMG può essere il tempo opportuno per far avvicinare e dialogare fra loro tutti i giovani che vivono in un dato territorio, al di là del loro credo, della loro visione della vita, delle loro convinzioni. Ogni giovane deve sentirsi invitato a prendervi parte e accolto come fratello. Bisogna costruire «una pastorale giovanile capace di creare spazi inclusivi, dove ci sia posto per ogni tipo di giovani e dove si manifesti realmente che siamo una Chiesa con le porte aperte».

5. Il protagonismo giovanile

Come già accennato, è importante che gli operatori di pastorale giovanile siano sempre più attenti a coinvolgere i giovani in tutti i passi della programmazione pastorale della GMG, secondo uno stile sinodale-missionario, valorizzando la creatività, il linguaggio e i metodi propri della loro età. Chi più di loro conosce il linguaggio, le problematiche dei loro coetanei? Chi più di loro è capace di raggiungerli attraverso l’arte, i social media…? La testimonianza e l’esperienza dei giovani che hanno già partecipato alle GMG internazionali meritano di essere valorizzate nella preparazione dell’evento diocesano/eparchiale. In alcune Chiese particolari, in seguito alla partecipazione alle GMG internazionali o all’organizzazione di iniziative rivolte ai giovani a livello nazionale e diocesano/eparchiale, i giovani, “reduci” di tali coinvolgenti esperienze, sono stati coinvolti nella costituzione di équipe di pastorale giovanile nei più diversi ambiti: parrocchiale, diocesano/eparchiale, nazionale, ecc. Questo dimostra che quando i giovani diventano protagonisti in prima persona nella realizzazione di eventi realmente significativi, facilmente fanno propri gli ideali che hanno ispirato quegli eventi, ne colgono l’importanza con la mente e il cuore, si appassionano a essi e sono disposti anche a dedicare tempo ed energie per condividerli con altri. Da esperienze forti di fede e di servizio spesso nasce una disponibilità all’impegno nella pastorale ordinaria della propria Chiesa locale. Ribadiamo, perciò, che bisogna avere il coraggio di coinvolgere e affidare ruoli attivi ai giovani, sia quelli provenienti dalle diverse realtà pastorali presenti nella diocesi, sia quelli che non appartengono a nessuna comunità, gruppo giovanile, associazione o movimento. La GMG diocesana/eparchiale può essere una bella occasione per mettere in evidenza la ricchezza della Chiesa locale, evitando che i giovani meno presenti e meno “attivi” nelle strutture pastorali già consolidate, si sentano esclusi. Tutti devono sentirsi “invitati speciali”, tutti devono sentirsi attesi e ben voluti, nella loro irripetibile unicità e ricchezza umana e spirituale. L’evento diocesano/eparchiale, perciò, può essere un’occasione propizia per stimolare e accogliere tutti quei giovani che forse sono alla ricerca di un loro posto nella Chiesa e che ancora non lo hanno trovato.

6. Messaggio annuale del Santo Padre per la GMG

Ogni anno, in vista della celebrazione diocesana/eparchiale della GMG, il Santo Padre pubblica un Messaggio per i giovani. Pertanto, sarebbe opportuno che gli incontri preparatori e la stessa GMG diocesana/eparchiale si ispirassero alla parola che il Santo Padre ha rivolto ai giovani, in particolare, al brano biblico che viene proposto nel Messaggio. Sarebbe inoltre importante che i giovani ascoltassero la Parola di Dio e la parola della Chiesa dalla viva voce di persone a loro vicine che ne conoscono a fondo il carattere, la storia, i gusti, le difficoltà e i combattimenti, le attese e le speranze e che perciò sanno applicare bene i testi biblici e magisteriali alle concrete situazioni di vita che i giovani, che hanno di fronte, si trovano a vivere. Questo lavoro di mediazione, svolto nella catechesi e nel dialogo, aiuterà anche i giovani a saper individuare i modi concreti attraverso i quali dare testimonianza alla Parola di Dio ascoltata e a viverla nel quotidiano, a incarnarla in famiglia, negli ambienti di lavoro o di studio, tra gli amici. L’indirizzo proposto da questo Messaggio, inteso ad accompagnare il cammino della Chiesa universale con i giovani, potrà quindi essere declinato con intelligenza e grande sensibilità culturale, tenendo conto della realtà locale. Potrebbe anche ispirare il percorso della pastorale giovanile della Chiesa locale, non dimenticando le due grandi linee di azione che Papa Francesco ha indicato: la ricerca e la crescita. Non è da escludere che il Messaggio possa essere veicolato anche attraverso diverse espressioni artistiche o iniziative di carattere sociale, così come ha invitato a fare il Santo Padre nel Messaggio per la XXXV GMG: «[proponete] al mondo, alla Chiesa, ad altri giovani, qualcosa di bello nel campo spirituale, artistico, sociale». Inoltre, il suo contenuto potrebbe essere ripreso anche in altri momenti significativi dell’anno pastorale, quali: il mese missionario, il mese dedicato alla Parola di Dio o alle vocazioni, tenendo conto delle indicazioni delle diverse Conferenze episcopali. Non ultimo, il Messaggio del Santo Padre potrebbe diventare il tema di vari altri incontri destinati ai giovani, proposti dagli operatori di pastorale giovanile della Chiesa locale, da associazioni o movimenti ecclesiali.

7. Conclusione

La celebrazione diocesana/eparchiale della GMG costituisce indubbiamente una tappa importante nella vita di ogni Chiesa particolare, un momento privilegiato di incontro con le giovani generazioni, uno strumento di evangelizzazione del mondo dei giovani e di dialogo con loro. Non dimentichiamo che: «La Chiesa ha tante cose da dire ai giovani e i giovani hanno tante cose da dire alla Chiesa». Gli Orientamenti pastorali contenuti in queste pagine vogliono essere un sussidio che presenta le motivazioni ideali e le possibili attuazioni pratiche affinché la GMG diocesana/eparchiale diventi occasione per far emergere il potenziale di bene, la generosità, la sete di valori autentici e di ideali grandi che ogni giovane porta in sé. Ribadiamo perciò quanto sia importante che le Chiese particolari dedichino una speciale attenzione alla celebrazione della Giornata diocesana/eparchiale dei giovani, affinché sia adeguatamente valorizzata. Investire sui giovani significa investire nel futuro della Chiesa, significa promuovere le vocazioni, significa avviare in modo efficace la preparazione remota delle famiglie di domani. È, pertanto, un compito vitale per ogni Chiesa locale, non semplicemente un’attività che si aggiunge alle altre. Affidiamo alla Beata Vergine Maria il cammino della pastorale giovanile in tutto il mondo. Maria, come ben ricorda Papa Francesco nella Christus vivit, «guarda questo popolo di giovani che lei ama, che la cerca facendo silenzio nel proprio cuore nonostante che lungo il cammino ci sia tanto rumore, conversazioni e distrazioni. Ma davanti agli occhi della Madre c’è posto soltanto per il silenzio colmo di speranza. E così Maria illumina di nuovo la nostra giovinezza».

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