“Mettere al centro i nonni e gli anziani”

Il prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita ha presentato il messaggio del Papa per la Giornata mondiale

“Mettere al centro i nonni e gli anziani”
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“La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani è una festa. Ne sentivamo il bisogno: dopo un anno così difficile c’è davvero bisogno di fare festa, nonni e nipoti, giovani ed anziani”. Lo ha detto il cardinale Kevin Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, presentando il messaggio del S. Padre per la Giornata che si celebrerà il 25 luglio, la domenica più vicina alla memoria liturgica (il 26) dei santi Gioacchino e Anna, genitori della Vergine Maria e nonni di Gesù. Un messaggio che “è allo stesso tempo affettuoso ed esigente verso i nonni e gli anziani. Il Santo Padre si rivolge loro con parole affettuose, ma annunciando loro anche una chiamata ad “una vocazione rinnovata in un momento cruciale della storia”.

Nonni e anziani al posto d’onore

“Nella Chiesa, con Papa Francesco, i nonni e gli anziani hanno un posto d’onore e la Giornata che celebriamo intende ribadirlo – ha spiegato il cardinale – Nella pastorale, ciascuna delle nostre comunità è invitata a non considerare gli anziani come clienti dei nostri servizi sociali, ma a considerare anch’essi protagonisti dei nostri programmi e a valorizzarne la spiritualità. Mettere al centro i nonni e gli anziani, cogliere il valore della loro presenza è, inoltre, l’unica vera alternativa alla cultura dello scarto”.

Tenerezza

Il cardinal Farrell

Il prefetto si è soffermato sulla parola tenerezza: “Nei confronti degli anziani perché, come ricorda il Santo Padre nel messaggio, a loro il Coronavirus “ha riservato un trattamento più duro”. La “tenerezza dei nonni nei confronti dei nipoti, della guida sicura che possono essere gli anziani per tanti ragazzi spaesati”. Tenerezza che ha “un valore sociale, che la celebrazione della Giornata vuole affermare. È un balsamo di cui tutti abbiamo bisogno e i nostri nonni possono esserne dispensatori. Nella società sfilacciata ed indurita che esce dalla pandemia, non c’è solo bisogno di vaccini e di ripresa economica (pur fondamentali), ma di reimparare l’arte delle relazioni. In questo, i nonni e gli anziani possono essere nostri maestri”.


Saggezza

C’è poi il tema della saggezza: “Gli anziani sono, in questa prospettiva, una grande risorsa per uscire dalla crisi, migliori e non peggiori – ha detto Farrell – Soprattutto per aiutarci comprendere che quella che viviamo non è la prima crisi, né sarà l’ultima e che la vicenda degli uomini è collocata in una storia che li trascende. L’esperienza degli anziani può aiutare i giovani a leggere la propria vita in maniera più distaccata e realistica, con quella prudenza necessaria a fare delle scelte buone”.

Maria Sofia Soli

Un messaggio che si basa su tre pilastri: sogni, memoria e preghiera, come ha ricordato durante la presentazione Maria Sofia Soli, volontaria della Comunità di S. Egidio di 88 anni, che si tiene in contatto telefonico con oltre 200 anziani di Testaccio e si preoccupa delle loro necessità, di alleviare la loro solitudine. “Gli anziani non hanno lo sguardo rivolto solo verso il passato. La stanchezza o la fragilità non ci impediscono di sognare, per i nostri nipoti, per le generazioni che verranno. Non c’è mai un momento in cui tirare i remi in barca o pensare solo a sé stessi. Ogni età ha bisogno di esprimere una vita per gli altri. Ogni età ha la sua vocazione” ha detto nella sua testimonianza.

Indulgenza plenaria

In occasione della Giornata sarà possibile lucrare l’indulgenza plenaria, concessa alle solite condizioni. Lo prevede un decreto della Penitenzieria apostolica. Potranno ottenere l’indulgenza quanti parteciperanno alla Messa del Papa o a una delle celebrazioni previste in tutto il mondo, i fedeli che dedicheranno del tempo adeguato a visitare in presenza o virtualmente i fratelli anziani bisognosi o in difficoltà (come i malati, gli abbandonati, i disabili e simili), gli anziani malati e tutti coloro che, impossibilitati a uscire da casa, si uniranno spiritualmente alle funzioni sacre della Giornata.

Le iniziative

Diverse le iniziative in programma, come ha spiegato Vittorio Scelzo, Incaricato per la pastorale degli anziani del Dicastero. Che ha sottolineato l’importanza di visitare gli anziani: “E’ un modo per riappropriarci di un minimo di normalità e per resistere all’idea che la solitudine sia un destino. La Giornata sarà un’occasione per vivere la Chiesa in uscita. Immaginiamo che i nipoti consegnino il messaggio del Santo Padre ai propri nonni e che i ragazzi delle nostre parrocchie e delle nostre comunità ecclesiali escano e vadano a cercare gli anziani soli del proprio quartiere per dir loro “Io sono con te ogni giorno”. Non è un caso che il messaggio sia stato firmato dal Santo Padre il giorno della Visitazione”.

Vittorio Scelzo

Visite che, ovviamente, dovranno avvenire nel rispetto delle norme sanitarie vigenti. “Durante la visita dei nipoti ai propri nonni e dei giovani agli anziani soli, si possono consegnare il messaggio del Papa o può ascoltare il video, si può pregare con la preghiera preparata per la Giornata e si può regalare un fiore o fare un piccolo dono”.

Un video con il vescovo più anziano del mondo

“Il 25 luglio alle 10 – ha continuato Scelzo – il Santo Padre celebrerà una messa con i nonni e gli anziani”, con un numero ristretto di persone. Inoltre “un suggerimento che ci sentiamo di dare è quello di dedicare una memoria particolare agli anziani che sono morti a causa del Coronavirus”. Infine, “fra qualche giorno pubblicheremo il video della preghiera recitata dal Santo Padre insieme ad anziani di ogni parte del mondo”. Tra loro, “il vescovo più anziano del mondo, un canadese di 101 anni. In questi giorni lanceremo una campagna social ed invitiamo tutti – in particolare i più giovani – a raccontare le visite e le iniziative che nasceranno utilizzando l’hashtag #IamWithYouAlways”.

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