Montenegro: per il cristiano la Quaresima è una palestra

Il cardinale ha illustrato il Messaggio del Papa insieme a suor Alessandra Smerilli

Montenegro
Il cardinale Montenegro con il S. Padre (C) Vatican Media

Suor Alessandra Smerilli, segretario ad interim del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento e membro dello stesso Dicastero, hanno presentato il Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2022, tratto dalla lettera ai Galati. Don Massimo Mostioli, della Diocesi di Pavia, ha invece portato la testimonianza del suo impegno nella pastorale per i Rom. Un’azione che continua l’esperienza di fraternità di don Mario Riboldi.

Spogliarci del superfluo

“Il Santo Padre ci invita ad entrare nella Quaresima interiorizzando più radicalmente che cosa significhi guardare ogni persona che incontriamo con gli occhi di Cristo e riconoscendo gli occhi di Cristo” ha detto suor Smerilli. “Spogliarci del superfluo, alleggerirci, assumere seriamente la chiamata alla conversione significa, nella Chiesa in questo momento storico, esprimere più distintamente nella nostra vita e con le nostre relazioni quell’amore che si effonde dalla vita intima di Dio”.

Inevitabile il riferimento a quanto sta accadendo in queste ore nell’Europa orientale. “Venti di guerra, dopo decenni di scriteriato riarmo, con un aumento di spesa crescente in armamenti, e una pandemia che ha mietuto vittime, esasperato diseguaglianze, messo in luce ciò che non funziona nei nostri economici e sociali, imposto nuovi interrogativi, non possono farci perdere la speranza. Dio crede nella terra e se ne cura come un agricoltore non abbandona il suo campo”. Per questo “la Quaresima non è un tempo cristiano se ci ritira dal mondo. Il deserto del digiuno e delle tentazioni va abitato con l’ostinazione e la fede di chi guardando le pietre vede la mietitura”.

Montenegro: tempo propizio per seminare

“Il Papa ci offre un aiuto, sostanziato dalla Parola di Dio” per vivere nel migliore dei modi la Quaresima, ha detto Montenegro. “L’immagine della semina e del raccolto è spesso utilizzata nella Sacra Scrittura. Il Papa la valorizza nella linea di Dio e in quella del credente (…) La Quaresima viene presentata come un tempo propizio per accogliere la semina di Dio, soprattutto attraverso l’ascolto e la meditazione della sua Parola”. Ma “il tempo quaresimale è anche tempo di impegno per ogni credente per esercitarsi nell’arte della semina sapendo che nessun germe di bene andrà mai sprecato”. Non c’è spazio, dunque, per lo scoraggiamento. “La grande speranza che ci arriva dalla Pasqua deve spingere tutti a non stancarsi a fare il bene verso tutti”.

Una palestra

Infine, il cardinale ha parlato della pazienza. Il Papa insiste “sull’invito a essere pazienti e a fare un passo alla volta come il saggio agricoltore di cui parla la Scrittura. La Quaresima è, in qualche modo, immagine e specchio di tutta quanta la vita del cristiano. Come tale costituisce un allenamento, una vera e propria palestra. Di fronte a ogni battuta d’arresto o alle difficoltà che possono fiaccare la Quaresima ci ricorda che sempre si può ricominciare, con l’aiuto della misericordia di Dio”.


Il Messaggio del Papa “costituisce una pista di impegno e di responsabilità. Ciascuno per la propria parte siamo chiamati a non stancarci a fare il bene, a seminare giustizia e carità, a non desistere dal percorrere strade di promozione umana, a lavorare assiduamente affinché ognuno sia rispettato nella propria dignità”.