“Pensare a chi posso dare aiuto e portare la gioia”

Il suggerimento del S. Padre per gli ultimi giorni di Avvento

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(C) Vatican Media

Alzarsi e camminare in fretta, sull’esempio della Madonna. È l’invito del Papa all’Angelus per questo scorcio conclusivo dell’Avvento che ci condurrà tra pochi giorni al Natale. Due verbi che, per il S. Padre, si traducono concretamente nel pensare agli altri, a chi è nel bisogno, “a chi posso dare aiuto”. E nel non lasciarsi abbattere dai problemi, dalla tristezza ma nel portare agli altri il sorriso e la gioia. Ecco le parole del Papa, che dopo la preghiera mariana ha rivolto un appello per le Filippine, colpite da un tifone devastante:

Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Il Vangelo della Liturgia di oggi, quarta Domenica di Avvento, narra la visita di Maria a Elisabetta. Ricevuto l’annuncio dell’angelo, la Vergine non rimane in casa, a ripensare all’accaduto e considerare i problemi e gli imprevisti, che certo non mancavano: Perché, poveretta, non sapeva cosa fare con questa notizia, con la cultura di quell’epoca… Non capiva… Al contrario, per prima cosa pensa a chi ha bisogno. Invece di essere ripiegata sui suoi problemi, pensa a chi ha bisogno, pensa a Elisabetta sua parente, che è avanti negli anni e incinta: una cosa strana, miracolosa.

Si alzò e andò

Maria si mette in viaggio con generosità, senza lasciarsi intimorire dai disagi del tragitto, rispondendo a un impulso interiore che la chiama a farsi vicina e a dare aiuto. Una lunga strada, chilometri e chilometri, e non c’era un bus che andava: è dovuta andare a piedi. Lei esce per dare aiuto, condividendo la sua gioia. Maria dona a Elisabetta la gioia di Gesù, la gioia che portava nel cuore e nel grembo. Va da lei e proclama i suoi sentimenti, e questa proclamazione dei sentimenti poi è diventata una preghiera, il Magnificat, che tutti noi conosciamo. E dice il testo che la Madonna «si alzò e andò in fretta». Si alzò e andò.

Nell’ultimo tratto del cammino di Avvento lasciamoci guidare da questi due verbi. Alzarsi e camminare in fretta: sono i due movimenti che Maria ha fatto e che invita anche noi a fare in vista del Natale. Anzitutto, alzarsi. Dopo l’annuncio dell’angelo, per la Vergine si profilava un periodo difficile: la sua gravidanza inattesa la esponeva a incomprensioni e anche a pene severe, anche alla lapidazione, nella cultura di quel tempo. Immaginiamo quanti pensieri e turbamenti aveva! Tuttavia, non si scoraggia, non si abbatte, ma si alza. Non volge lo sguardo in basso, verso i problemi, ma in alto, verso Dio. E non pensa a chi chiedere aiuto, ma a chi portare aiuto.

Pensare agli altri

Sempre pensa agli altri: così è Maria, pensando sempre ai bisogni degli altri. Lo stesso farà dopo, alle nozze di Cana, quando si accorge che manca il vino. È un problema di altra gente, ma lei pensa a questo e cerca di trovare una soluzione. Sempre Maria pensa agli altri. Pensa anche a noi. Impariamo dalla Madonna questo modo di reagire: alzarci, soprattutto quando le difficoltà rischiano di schiacciarci.

Non sprofondare nell’autocommiserazione

Alzarci, per non rimanere impantanati nei problemi, sprofondando nell’autocommiserazione o cadendo in una tristezza che ci paralizza. Ma perché alzarci? Perché Dio è grande ed è pronto a rialzarci se noi gli tendiamo la mano. Allora gettiamo in Lui i pensieri negativi, le paure che bloccano ogni slancio e che impediscono di andare avanti.

Chi posso aiutare?

E poi facciamo come Maria: guardiamoci attorno e cerchiamo qualche persona a cui possiamo essere di aiuto! C’è qualche anziano che conosco a cui posso fare un po’ di aiuto, di compagnia? Ognuno ci pensi. O fare un servizio a una persona, una gentilezza, una telefonata? Ma a chi posso dare aiuto? Mi alzo e do aiuto. Aiutando gli altri, aiuteremo noi stessi a rialzarci dalle difficoltà.

Le lamentele

Il secondo movimento è camminare in fretta. Non vuol dire procedere con agitazione, in modo affannato, no, non vuol dire questo. Si tratta invece di condurre le nostre giornate con passo lieto, guardando avanti con fiducia, senza trascinarci di malavoglia, schiavi delle lamentele – queste lamentele rovinano tante vite, perché uno si mette a lamentarsi e lamentarsi e la vita va giù. Le lamentele ti portano a cercare sempre qualcuno da incolpare.

La grazia del sano umorismo

Andando verso la casa di Elisabetta, Maria procede con il passo svelto di chi ha il cuore e la vita pieni di Dio, pieni della sua gioia. Allora chiediamoci noi, per il nostro profitto: com’è il mio “passo”? Sono propositivo oppure mi attardo nella malinconia, nella tristezza? Vado avanti con speranza o mi fermo per piangermi addosso? Se procediamo con il passo stanco dei brontolii e delle chiacchiere, non porteremo Dio a nessuno, soltanto porteremo amarezza, cose oscure. Fa tanto bene, invece, coltivare un sano umorismo, come facevano, ad esempio, San Tommaso Moro o San Filippo Neri. Possiamo chiedere anche questa grazia, la grazia del sano umorismo: fa tanto bene.

Non dimentichiamo che il primo atto di carità che possiamo fare al prossimo è offrirgli un volto sereno e sorridente. È portargli la gioia di Gesù, come ha fatto Maria con Elisabetta. La Madre di Dio ci prenda per mano, ci aiuti ad alzarci e a camminare in fretta verso il Natale!

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle, esprimo la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine colpite da un forte tifone, che ha distrutto tante abitazioni. Che il Santo Niño porti consolazione e speranza alle famiglie più in difficoltà; e a tutti noi ispiri aiuti concreti! Il primo aiuto concreto è la preghiera, e gli altri aiuti.

La banda di Soriano nel Cimino ha intonato “Tanti auguri” al S. Padre (C) Vatican Media

Saluto tutti voi, pellegrini venuti dall’Italia e da diversi Paesi. In particolare, saluto la comunità peruviana di Roma e il suo gruppo folkloristico qui convenuti in occasione della celebrazione in onore del “Niño Jesús Andino” di Choqcca, luogo di provenienza del Presepe allestito in questa Piazza. Grazie! Saluto la Banda musicale di Soriano nel Cimino. Vorrei ascoltarli dopo… [la banda intona “Tanti auguri a te”] Suonano bene, questi!

Saluto i fedeli di Terni, gli scout di Marigliano e i ragazzi di Cingoli (Macerata). E a tutti auguro una buona domenica e un buon cammino in questo ultimo tratto dell’Avvento che ci prepara alla nascita di Gesù. Sia per tutti noi tempo di attesa e collaborazione: speranza, sperare e pregare, in compagnia della Vergine Maria, donna dell’attesa. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci. E adesso la banda, che suoni una cosa bella!

Con i bambini del dispensario

Prima dell’Angelus, il Papa ha incontrato nell’Aula Paolo VI i bambini assistiti dal Dispensario Pediatrico “Santa Marta” in Vaticano, con i familiari e i volontari. I bambini hanno eseguito alcuni canti e presentato al Papa una breve recita. Quindi il Santo Padre ha rivolto ai presenti alcune parole di saluto e prima di congedarsi ha ricevuto in dono una torta di compleanno.