Zuppi indica i pilastri della Cei: fiducia, collegialità e sinodalità

Prime dichiarazioni del nuovo presidente dei vescovi italiani

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(C) Vatican Media

Prime dichiarazioni del nuovo presidente della Cei, il cardinale Zuppi, che in una breve conferenza stampa non ha nascosto una certa sorpresa per l’“accelerazione improvvisa”, per la rapidità con cui è arrivata la sua nomina. “La prima cosa che devo dire è ringraziare il Papa e i vescovi. Il S. Padre perché nella terna indicata dai vescovi mi ha scelto; e i vescovi perché mi hanno indicato nella terna. Questa fiducia del Papa e della collegialità, insieme alla sinodalità è la Chiesa: sono le tre dinamiche che mi accompagneranno e di cui sento responsabilità”.

Le pandemie

La seconda cosa a cui ha fatto riferimento l’arcivescovo di Bologna è “il momento che stiamo vivendo, sia in Italia, in Europa e nel mondo, sia come Chiesa, che vanno strettamente unite”. Zuppi ha fatto riferimento alla “pandemia di Covid, con quel che ha rivelato delle nostre fragilità, delle consapevolezze e delle dissennatezze” e ora “la pandemia della guerra. Il Papa da anni aveva indicato la guerra mondiale a pezzi, aveva riportato in Fratelli Tutti temi fondamentali” come il nucleare e “in questi mesi terribili sta coinvolgendo tutto il mondo, non facendoci dimenticare tutti gli altri pezzi di guerra. In questa sfida si colloca cammino della Chiesa italiana, che insieme a quella universale si dirige verso il Sinodo generale” un percorso “che continuerà come cammino sinodale, che è qualcosa di molto più coinvolgente”.

Zuppi ha invocato “la grazia del Signore perché mi e ci guidi in questo cammino”. Un “atteggiamento di ascolto che ferisce, perché quando uno ascolta fa sua la sofferenza dell’altro”.


Il ricordo dei predecessori

Poi ha ricordato i suoi predecessori, a cominciare dal card. Poma, suo predecessore anche a Bologna, “che per primo ha guidato la Cei, verso il quale ho tanta riconoscenza. Non l’ho conosciuto personalmente ma ho incontrato tante tracce” del suo percorso. Poi il card. Poletti “il vescovo dei miei primi anni di sacerdozio, che con grande coraggio diede la chiesa di S. Egidio a quel gruppo di ragazzi”. Ha ricordato il convegno del 1974 su carità e giustizia che “per la Chiesa di Roma rappresentò un grande momento sinodale, con il coinvolgimento di tutti”. Quindi i cardinali “Ruini e Bagnasco, che ho chiamato poco fa e ai quali ho chiesto udienza, per la loro sapienza, storia e coinvolgimento”. Infine, Bassetti “che con tanta paternità ha guidato la Chiesa italiana creando quella fraternità di cui da vescovo ho goduto”.

L’invocazione a Maria

Il cardinale si è affidato poi alla Vergine Maria: “A Bologna, dopo il Padre Eterno e qualche volta anche prima, viene la Madonna di San Luca. È già scesa in città e domani ci sarà la benedizione in piazza ma credo che non potrò essere presente. Chiedo alla Madonna di San Luca, a Maria Madre della Chiesa di accompagnarci in questo cammino di tutta la Chiesa italiana. Oggi c’erano tanti laici, un pezzo di sinodalità, che mi incoraggia nelle sfide e nelle difficoltà che ci attendono, con tanti compagni di viaggio consapevoli o meno, per far risplendere la misericordia e l’amore di Dio di cui il mondo ha tanto bisogno”.

L’appello ai giornalisti

L’ultimo appello è stato rivolto ai giornalisti, perché siano “misericordiosi con me” e possano raccontare le “scelte della Chiesa che a volte possono sembrare distanti ma sono quelle della missione di sempre che celebreremo a Pentecoste, quelle di una Chiesa che parla a tutti e vuole raggiungere il cuore di tutti con un’unica lingua che è quella dell’amore”.