20 Afghani con i corridoi umanitari

Sant’Egidio: Hanno finora consentito l’arrivo di oltre 6.800 rifugiati (5.700 in Italia), tra cui circa 850 afghani

Sant’Egidio

Sono arrivati nelle prime ore della mattinata, con un volo proveniente da Islamabad, 20 profughi afghani grazie ai Corridoi Umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, d’intesa con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. Questi nuclei familiari e singoli – tra loro anche alcuni neonati e anziani – erano rifugiati in Pakistan dall’agosto 2021 e hanno trascorso oltre due anni in condizioni estremamente precarie in un campo informale nel centro di Islamabad. Perché, dopo la caduta di Kabul e la grande mobilitazione iniziale, molti tra gli afghani riusciti a salvarsi rifugiandosi nei paesi confinanti, restano ancora in attesa di reinsediamento. Per molti, inoltre, la situazione è diventata ancora più pericolosa perché recentemente i Paesi ospitanti hanno iniziato a rimandare i profughi in Afghanistan, dove le condizioni politiche li espongono a notevoli ulteriori pericoli.


Dopo l’atterraggio i profughi stanno effettuando le procedure di identificazione presso un’ala appositamente riservata dell’Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino, e alle 12,30, presso la mensa di Via Dandolo 10, parteciperanno a un pranzo di benvenuto con menù tradizionale afghano, preparato dai loro parenti e connazionali giunti nei mesi precedenti in Italia grazie ai Corridoi Umanitari. Successivamente verranno accolti a Roma in diverse strutture, alcune delle quali messe a disposizione da congregazioni religiose, e subito avviati verso l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua italiana, alla scuola, per i minori, e all’inserimento lavorativo, per gli adulti.

Complessivamente i Corridoi Umanitari – promossi da Sant’Egidio insieme a diverse Chiese e realtà associative – hanno finora consentito l’arrivo in sicurezza di oltre 6.800 rifugiati in Europa (5.700 in Italia), tra cui circa 850 afghani. Questo progetto, interamente autofinanziato, è realizzato grazie a una rete di accoglienza diffusa, sostenuta dalla generosità di tanti cittadini italiani, e rappresenta un modello di successo, che coniuga solidarietà e sicurezza.