Anna Rowlands: “La comunione è il nostro essere e il nostro fare”

“Pensiamo alla comunione come alla prima e all’ultima parola di un processo sinodale: origine e orizzonte del nostro cammino”

Vatican News

La Chiesa mostra e dona la comunione con Dio, che è comunione con tutta la creazione. La comunione è, quindi, il nostro essere e il nostro agire”, ha affermato lunedì 9 ottobre la professoressa Anna Rowlands, docente del Dipartimento di Teologia e Religione dell’Università di Durham, Regno Unito, presentando i suoi contributi teologici alla Quarta Conferenza Generale Congregazione, della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, nella quale è stato presentato il modulo B1 dell’Instrumentum Laboris, dedicato al tema “Una comunione che irradia”.

Tre diverse dimensioni della comunione

Pertanto, ha indicato il professore universitario, la prima cosa da dire sulla comunione è che essa è la realtà della vita stessa di Dio, l’essere di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. La nostra prima azione in relazione a questa realtà è un’accoglienza gioiosa, non ansiosa, non competitiva. Partecipare alla vita di comunione è l’onore e la dignità della nostra vita. Pensando alla comunione come alla prima e all’ultima parola di un processo sinodale, la professoressa Rowlands ha affermato che questa è l’origine e l’orizzonte del nostro cammino.

Con Cristo e il suo Spirito al centro, la comunione è la forza stessa di questa stanza. Ha quindi presentato tre diverse dimensioni del pensare alla comunione.

La comunione è la bellezza della diversità nell’unità


In un mondo moderno che tende sia all’omogeneità che alla frattura, la comunione è un linguaggio di bellezza, un’armonia di unità e pluralità. E citando alcuni teologi, il docente ha affermato che “la luce divina si percepisce in una comunione che si irradia attraverso una gloriosa diversità di persone, creature, culture, lingue, liturgie, doni e carismi”. E da lì si può dire che “la comunione che si irradia è una diversità non competitiva, autentica, con un unico punto di unità nel Dio trinitario”. «La sezione B1 ci invita a crescere nella comunione riflettendo umilmente con coloro che sono vulnerabili, sofferenti o deboli e sulle vulnerabilità e debolezze della Chiesa. »

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La comunione è una partecipazione che ci lega attraverso il tempo e lo spazio

E la terza dimensione della comunione presentata dal professor Rowlands è che la comunione è una partecipazione che ci lega attraverso il tempo e lo spazio. «Questa realtà di una comunione irradiante, misteriosa e allo stesso tempo totalmente concreta, già davanti a noi, e ancora davanti a noi, offerta come pane per il mondo e parole che salvano vite, ha bisogno di essere espressa in ogni contesto – locale, regionale, globale – che abita la Chiesa, questo è l’orizzonte paradossale della speranza, la realtà nella quale, se abbiamo coraggio, il Signore ci invita a collocarci.

(Riassunto dell’articolo – Notizie dal Vaticano)