Naufragio al largo della Grecia

Telegramma di cordoglio del Santo Padre

Vatican News

Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime del naufragio avvenuto al largo della Grecia, inviato – a nome del Santo Padre Francesco – dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin al Nunzio Apostolico in Grecia, S.E. Mons. Jan Romeo Pawłowski:

Telegramma

IL REVERENDISSIMO

JAN ROMEO PAWŁOWSKI

NUNZIO APOSTOLICO IN GRECIA

ATENE

PROFONDAMENTE COSTERNATO NELL’APPRENDERE DEL NAUFRAGIO AL LARGO DELLE COSTE GRECHE CON LA SUA DEVASTANTE PERDITA DI VITE UMANE, SUA SANTITÀ PAPA FRANCESCO OFFRE ACCORATE PREGHIERE PER I MOLTI MIGRANTI MORTI, I LORO CARI E TUTTI COLORO CHE SONO STATI TRAUMATIZZATI DA QUESTA TRAGEDIA. SUI SOPRAVVISSUTI, SU COLORO CHE FORNISCONO LORO ASSISTENZA E RIPARO E SUL PERSONALE DI EMERGENZA, SUA SANTITÀ INVOCA I DONI DI DIO ONNIPOTENTE DI FORZA, PERSEVERANZA E SPERANZA.

CARDINALE PIETRO PAROLIN


SEGRETARIO DI STATO

[Testo originale: inglese]

 

Naufragio migranti, Sant’Egidio: l’Europa si preoccupi di salvare e apra vie di ingresso regolari

La Comunità di Sant’Egidio esprime il suo profondo cordoglio ai familiari delle vittime e dei tanti migranti dispersi per il naufragio di un barcone davanti alle coste greche, tra cui molti bambini. Di fronte alla morte di intere famiglie con minori e persone fragili che fuggono da paesi in guerra o dove persistono condizioni di vita impossibili, occorre prima di tutto salvare. E’ un forte appello a tutta l’Europa: prima di discutere su come gestire i flussi migratori occorre fare di tutto per evitare nuove tragedie del mare. Ne va dell’onore del nostro continente fondato su valori di giustizia e di umanità. Occorre quindi incentivare il salvataggio di chi è in pericolo nel Mediterraneo e accogliere.

E’ necessario incentivare modelli che funzionano perché favoriscono l’integrazione, come i corridoi umanitari, che la nostra Comunità porta avanti insieme a diverse realtà ormai dal 2016, ma è ormai evidente a tutti – istituzioni, mondo delle imprese e famiglie – il bisogno di allargare le possibilità di ingresso per motivi di lavoro, di cui ha tanto bisogno l’Italia, come altri paesi europei.

L’Europa esca dal suo colpevole immobilismo e da logiche di chiusura che non favoriscono l’immigrazione regolare, incrementi la cooperazione e attivi con urgenza un “piano speciale” di aiuti e di sviluppo per i paesi di provenienza dei migranti che rischiano la loro vita in viaggi della disperazione più che della speranza.