Don Tonino Bello riconosciuto venerabile

Un passo ulteriore verso la beatificazione del vescovo di Molfetta. Sarà santo il martire del nazismo Tito Brandsma

Tonino Bello
Il Papa sulla tomba di don Tonino Bello (C) Vatican Media

Don Tonino Bello diventa venerabile. Il S. Padre ha infatti autorizzato la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche del vescovo di Molfetta. Servirà ora il riconoscimento di un miracolo per la beatificazione di un pastore tanto amato e venerato non solo nel Sud Italia.

Mons. Tonino Bello, Vescovo di Molfetta-Ruvo- Giovinazzo-Terlizzi, nacque il 18 marzo 1935 ad Alessano e morì il 20 aprile 1993 a Molfetta (Italia). Nel 2018, durante la sua visita in Puglia, Papa Francesco si recò a pregare sulla sua tomba ad Alessano, definendolo “costruttore di pace”. L’autorizzazione della promulgazione del decreto è stata comunicato dal S. Padre nel corso dell’udienza al Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, cardinale Marcello Semeraro.

Il commento di mons. Cornacchia

Il vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mons. Domenico Cornacchia, ha commentato ai microfoni di Tv2000, l’emittente della Cei, l’annuncio del riconoscimento delle virtù eroiche di don Tonino Bello: “È un dono grande per la nostra diocesi, per la Chiesa pugliese ma anche per tutta la Chiesa universale perché abbiamo bisogno di questi esempi così belli”. Mons. Cornacchia ha rivelato di “aver appreso la notizia in tempo reale dalla Santa Sede durante i lavori della Conferenza episcopale italiana, dal nostro presidente il cardinale Gualtiero Bassetti. Tutta l’Assemblea dei vescovi si è alzata in piedi e ha applaudito”.

“Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente don Tonino – ha proseguito mons. Cornacchia – L’ho invitato due volte per il precetto di Pasqua. Non se lo è fatto dire due volte. Lui aveva questo grande carisma di comunicare, suscitare entusiasmo, aprire finestre sulla speranza, sulla bellezza, sulla gioia e nel cuore di tanti in special modo nei giovani”.

“Il cammino di questa Assemblea della Cei – ha sottolineato mons. Cornacchia – è quello della sinodalità, del camminare insieme. Don Tonino Bello ci lascia questo messaggio: lui diceva sempre che noi cristiani, noi più vicini alla Chiesa dobbiamo essere attenti al passo degli ultimi. Ovvero a chi non ce la fa, a chi si sente escluso, a chi si sente lontano. Oggi Papa Francesco non fa altro che richiamarci a questi grandi valori”.
“Sono convinto che oggi – ha concluso mons. Cornacchia – tutti noi cristiani riceviamo un bel dono. Ovvero l’incoraggiamento a imitare coloro che sono avanti a noi nel cammino della santità, della carità e della testimonianza”.

Due nuovi santi

Oltre a quello di don Tonino Bello, altri decreti riguardano il riconoscimento di due miracoli attribuiti all’intercessione di altrettanti beati che porteranno alla loro canonizzazione. Il primo riguarda il beato Tito Brandsma (al secolo: Anno Sjoerd), sacerdote professo dell’Ordine dei Carmelitani, nato il 23 febbraio 1881 a Bolsward (Paesi Bassi) e ucciso in odio alla fede il 26 luglio 1942 a Dachau (Germania).

Brandsma fu ucciso con una iniezione di acido fenico nel campo di stermino dove era stato portato dopo il suo arresto nel convento di Nimega, il 19 gennaio 1942, a causa della sua ferma opposizione al regime neopagano nazista.

Il secondo miracolo è attribuito all’intercessione della beata Maria di Gesù (al secolo: Carolina Santocanale), fondatrice della Congregazione delle Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes, nata il 2 ottobre 1852 a Palermo (Italia) e morta il 27 gennaio 1923 a Cinisi (Italia).

Altri martiri

Riconosciuto poi il martirio dei Servi di Dio Enrico Planchart, Sacerdote professo dell’Istituto dei Religiosi di San Vincenzo de Paoli, Ladislao Radigue e 3 Compagni, Sacerdoti professi della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, nonché della Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento, uccisi in odio alla fede il 26 maggio 1871 a Parigi (Francia)

Il decreto sulle virtù eroiche riguarda anche altri servi di Dio: Giovanni di Gesù Maria (al secolo: Giovanni de San Pedro y Ustarroz), Sacerdote professo dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, nato il 27 gennaio 1564 a Calahorra (Spagna) e morto il 28 maggio 1615 a Monte Compatri (ltalia). Giorgio Guzzetta, Sacerdote della Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, nato il 23 aprile 1682 a Piana dei Greci (oggi Piana degli Albanesi) e morto il 21 novembre 1756 a Partinico. Natalina Bonardi (al secolo: Maria), fondatrice della Congregazione delle Suore di Santa Maria di Loreto, nata il 4 dicembre 1864 a Cuneo e morta il 25 luglio 1945 a Vercelli.

Una bambina diventa venerabile

Maria Dositea Bottani (al secolo: Maria Domenica), Superiora Generale della Congregazione delle Suore Orsoline della Vergine Maria Immacolata di Gandino, nata il 31 maggio 1896 a Pianca e morta il 2 settembre 1970 a Bergamo.

Infine, tra i nuovi venerabili c’è anche una bambina brasiliana, Odette Vidal Cardoso, nata il 18 febbraio 1931 a Rio de Janeiro e lì morta il 25 novembre 1939.