Riflessione di Mons. Enrique Díaz: Confiderò sempre nel Signore

Seconda domenica di Quaresima

Pexels

Mons. Enrique Díaz Díaz condivide con i lettori di Exaudi la sua riflessione sul Vangelo di questa domenica, 25 febbraio 2024, dal titolo: “Confiderò sempre nel Signore”

***

Genesi 22,1-2, 9-13, 15-18: “Il sacrificio del nostro patriarca Abramo”

Salmo 115: “Confiderò sempre nel Signore”

Romani 8,31-34: “Dio ci ha dato il suo proprio Figlio”

San Marco 9,2-10: “Questo è il mio Figlio prediletto”

Nella nostra vita ci sono momenti di oscurità che ci confondono e ostacolano i nostri ideali. Sembrano attimi di notte profonda che impediscono il nostro cammino. È ciò che accade ad Abramo quando sente il comando del Signore che chiede in sacrificio la vita di suo figlio. È notte e oscurità anche per molte persone che si sentono accusate e condannate insieme a Paolo. È notte per i discepoli, sconcertati, mentre ascoltano il loro maestro parlare della via della croce. Vorremmo lasciare presto le tenebre e rivestirci di luce. Non è così facile, occorre attraversare le tenebre per ascoltare come Abramo che non tende la mano sul figlio, o come Paolo che si aggrappa alla sicurezza che “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? ” Anche i discepoli percorreranno nell’insicurezza la via del Signore per contemplarlo come luce salvifica.


Posta al centro del Vangelo di San Marco, la Trasfigurazione di Gesù si presenta come una delle scene più importanti del Nuovo Testamento. È come guardare la meta verso la quale sono diretti i passi per non risparmiare le difficoltà del cammino. San Marco ci aiuta a scoprire, attraverso la scoperta stessa dei discepoli, l’identità di Gesù e allo stesso tempo il senso del nostro stesso cammino. In questo cammino di scoperta non può mancare la grande chiave di interpretazione per comprendere il mistero di Gesù: la sua passione e risurrezione. Dopo le crisi e i dubbi che possono assalire i discepoli nel contemplare un Messia non trionfante, ma liberato, è Dio stesso che parla per confermare Gesù sulla strada che ha scelto. È come una nuova rivelazione simile a quella del Battesimo, ma ora rivolta anche ai discepoli. Ma non basta sapere e conoscere che Gesù è il Messia, contemplarlo diventa regola di vita: “Quello è il mio Figlio prediletto; ascoltalo.”

Il cammino della Trasfigurazione ci spiega il cammino della Quaresima: è tempo di raccoglimento e di silenzio, di dolore e di rafforzamento, ma non per rimanere nascosti e iperprotetti, disdegnando l’impegno quotidiano che ci porta a trasformare la realtà. C’è tempo per scoprire il Signore e nutrirsi dei suoi insegnamenti, ma non per isolarli irresponsabilmente da un mondo che esige la nostra partecipazione e il nostro impegno. Il cristiano deve aprirsi e rompere le protezioni per uscire e affrontare un mondo di ingiustizia e insensatezza, dove combatte in mezzo all’oscurità, ma cercando, desiderando, un significato e una direzione per i suoi sforzi. Il discepolo ha l’impegno di rompere i suoi bozzoli e non vivere nella bambagia, di interferire nella vita quotidiana per trasformarla, di assaporare il sapore amaro dell’incomprensione, ma di non perdere mai il senso della sua attività. Dobbiamo correre dei rischi per vedere la luce, ma non volare inutilmente, alla cieca, ma ricordare ciò che dà direzione alla nostra vita: la morte e la risurrezione di Gesù. Affronteremo così le attività quotidiane e daremo loro il giusto valore.

Ognuno di noi può ritrovarsi immerso in un abisso di dubbi e di scoraggiamento nel contemplare il proprio progetto personale, la vita della Chiesa o lo sviluppo della società. Sono tempi di mancanza, di ideali, di tensioni e guerre, di ingiustizie e corruzione, che possono portarci alla delusione e allo sconforto. Abbiamo sbagliato ad aspettarci risultati facili e immediati senza tenere presente la saggezza e la pazienza delle contraddizioni della croce. E oggi il Signore Gesù chiama anche noi a contemplarlo e a riempirci di speranza, non nel facile trionfo, non nella conquista vittoriosa, ma nel proprio cammino e nel proprio insegnamento. Devi dare tutto per ottenere la vittoria.

Nel mezzo dei due annunci della passione, san Marco ci presenta la Trasfigurazione come a voler garantire che la croce sia la via verso la glorificazione. È stato difficile per Pietro accettare la croce, ma non è stato difficile per lui accettare la Trasfigurazione fino a dire: “Come stiamo comodi qui!” Da una parte non c’era la sofferenza, ma dall’altra c’era la sicurezza che viene dall’avere al proprio fianco Mosè ed Elia, la Legge e i profeti. La voce dal cielo dà tutto il senso a questo episodio: «Questo è il mio figlio prediletto, ascoltatelo». Non ci sarà più sicurezza, né nella legge, né nei profeti, né nel tempio, né nel sacrificio. L’esigenza è ascoltare Gesù e mantenere la sua parola. Così, la Trasfigurazione diventa la sicurezza del vero discepolo: egli si consegna a Gesù e non evita tutto il dolore che deriva dall’ascolto della parola perché ha previsto la gloria. Più che un episodio isolato della vita di Gesù, è un vero e proprio simbolo di tutto il cambiamento e la trasformazione della religione ebraica e del concetto di Messia che prevaleva al tempo di Gesù. Ora anche noi corriamo il rischio di diventare come Pietro, che ci mette al riparo con la legge e le nostre consuetudini e non rischia di ascoltare veramente ciò che Gesù vuole. Che anche noi, contemplando il suo volto luminoso, siamo disposti a portare la croce e a seguire la sua stessa strada.

Ci lasciamo trasportare dalle nostre sicurezze e non rischiamo di seguire Gesù nel suo cammino? Come ascoltiamo la Sua Parola e la rendiamo viva nella nostra vita? Quali sono le nostre paure che ci impediscono di uscire da noi stessi e andare alla ricerca degli altri sullo stile di Gesù? A cosa ci impegna contemplare Gesù Trasfigurato?

Padre buono, che ci hai comandato di ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito, affinché possiamo gioire nella contemplazione della tua gloria e impegnarci nella trasformazione del nostro mondo. Amen.