Il Perù riconosce i diritti dei non nati con una nuova legge

Legge n. 785

Il 9 novembre, il Congresso peruviano ha approvato la legge n. 785, che riconosce il concepito (bambino non nato) come soggetto di diritti. La nuova legge protegge quindi i diritti dei bambini concepiti e non nati, stabilendo che la vita umana inizia al momento del concepimento.

Con questa legge, il governo peruviano stabilisce che il bambino, sia nato che non nato, ha un’identità propria, compresa un’identità genetica unica e irripetibile e una personalità indipendente da quella della madre. Stabilisce inoltre che ogni bambino non ancora nato ha il diritto alla dignità, alla vita e all’integrità come qualsiasi altro essere umano.

Milagros Aguayo, deputata del partito conservatore Renovación Popular, ha presentato la legge due anni fa. Nell’aprile 2023 è stata approvata dal Congresso, ma l’esecutivo ha apportato alcune modifiche. Alla fine è stata approvata con 72 voti a favore, 26 contrari e 6 astenuti.


“È importante notare che la “Legge che riconosce i diritti del bambino concepito” non crea nuovi diritti, né abroga l’articolo 119 del Codice penale sull’aborto terapeutico. L’obiettivo di questa legge è quello di avere una norma che riconosca in modo chiaro ed esplicito i diritti costituzionalmente riconosciuti al concepito, come stabilito dall’articolo 2 della nostra Magna Charta, a partire dal riconoscimento del diritto alla vita, da cui derivano tutti gli altri diritti”, hanno dichiarato i portavoce del Congresso peruviano in un comunicato.

In Perù, l’aborto è ancora considerato un crimine, ad eccezione dell’aborto terapeutico, cioè quando la vita della madre è in pericolo. In America Latina ci sono ancora Paesi in cui una donna non può abortire in nessun caso. Si tratta di Honduras, Nicaragua, El Salvador, Repubblica Dominicana, Haiti, Suriname e Giamaica.