Diritto d’asilo: i numeri del rapporto della Fondazione Migrantes

Dopo il calo del 2020 le domande in Italia sono quasi raddoppiate

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Un bambino nel campo profughi di Lesbo (C) Vatican Media

La storia di Adam è un simbolo di cosa significhi essere un profugo fin dalla nascita. Una condizione ben raccontata dal rapporto “Il diritto d’asilo” realizzato dalla Fondazione Migrantes. Adam ha 16 anni e un sogno, quello di diventare medico. È nato in un campo profughi in Darfur. A 11 anni è fuggito dal Sudan da solo, e da allora ha perso i contatti con la sua famiglia. In Libia ha lavorato nei campi in condizioni di schiavitù e per alcuni mesi è stato rinchiuso in un centro di detenzione. Per sfuggire alle violenze e ai conflitti nel Paese è andato in Niger, nel campo per rifugiati di Agadez.

Bloccato in Niger

Bloccato in mezzo al deserto, senza poter andare a scuola e senza prospettive, Adam ha visto tanti suoi coetanei partire verso la Libia, in cerca di un imbarco per l’Europa. Il Niger, il Paese con l’indice di sviluppo umano più basso al mondo, è stato per anni uno snodo cruciale dei flussi migratori verso il Mediterraneo. Ma dal 2015 le politiche dell’UE hanno determinato la chiusura delle frontiere verso nord, aumentando di molto i rischi per chi prova ad attraversare il Sahara.

Il soccorso di “Pagella in tasca”

Tuttavia, la storia di Adam ha un finale diverso: il 15 ottobre scorso è potuto partire in aereo direttamente per l’Italia, insieme ad altri quattro ragazzi, nell’ambito del progetto “Pagella in tasca-Canali di studio per minori rifugiati”, promosso da InterSOS in partenariato, fra gli altri, con l’UNHCR e la Fondazione Migrantes. Dopo aver trascorso un mese in una struttura di prima accoglienza a Torino, è stato accolto da una famiglia affidataria e finalmente ha iniziato ad andare a scuola.

“Pagella in tasca” porterà in Italia dal Niger, con il suo nuovo canale di ingresso legale e sicuro, ancora altri 30 minori non accompagnati. È un progetto pilota creativo e innovativo. Tutto questo lo racconta il volume “Il diritto d’asilo. Report 2021. Gli ostacoli verso un noi sempre più grande” (Tau Editrice 2021, pp. 360, euro 20,00), presentato questa mattina a Roma.

Il rapporto, promosso dalla Fondazione Migrantes, è ormai giunto alla quinta edizione e oggi è l’unico in Italia dedicato specificamente al mondo dei richiedenti asilo, dei rifugiati e delle migrazioni forzate. Nel corso dell’incontro sono state snocciolate alcune cifre, riprese dal rapporto, che devono far riflettere.

Aumentano le vittime delle traversate

Se è vero che nel 2020 rispetto all’anno precedente in Europa sono diminuiti del 12% gli arrivi di “irregolari” e sono diminuiti di un terzo i richiedenti asilo, quest’anno in Italia il dato è quasi raddoppiato. Tra gennaio e ottobre sono giunti nel nostro Paese circa 53.000 migranti. Soprattutto, aumentano le vittime delle traversate: 1.559 persone tra gennaio e i primi giorni di novembre hanno perso la vita nel Mediterraneo, contro le 1.448 stimate in tutto il 2020. La maggior parte (1225) sono annegate nel Mediterraneo centrale. Peggiora poi il “fronte” della rotta delle Canarie, che ha visto circa 900 vittime sia nel 2020 che quest’anno, il quadruplo rispetto al 2019.

Oltre 30.000 domande d’asilo in 8 mesi

Per quanto riguarda le domande di asilo in Italia, nel 2020 sono state 26.963, il 38% in meno rispetto al 2019. Il dato di quest’anno è in forte risalita: fino ad agosto erano state presentate oltre 30.000 domande, con un incremento del 93% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Da notare, tuttavia, che la temuta “invasione” rimane contenuta: sono infatti appena 2 ogni 1000 abitanti i rifugiati in Italia (circa 128.000 persone) contro i quasi 7 per 1.000 abitanti in Francia, quasi 10 per 1.000 in Grecia, 14 in Germania e 25 in Svezia.

Infine, sono poco meno di 10.000 i minori non accompagnati censiti in Italia alla fine di settembre, con un aumento del 62% rispetto allo stesso periodo del 2020. Nella quasi totalità (97%) si tratta di maschi.

I corridoi umanitari

Il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, aprendo i lavori ha ricordato che negli ultimi anni la Chiesa italiana “ha garantito oltre 700 posti di accoglienza per i profughi giunti da Kabul con i ponti aerei”. Ora si è aggiunto il protocollo con il governo italiano per l’apertura di un corridoio umanitario da Iran e Pakistan “per trasferire in Italia, in modo legale e sicuro, rifugiati afgani”.  Grazie ai corridoi umanitari, in collaborazione con altre realtà come la Comunità di S. Egidio e le Chiese evangeliche, circa 4.000 persone sono arrivate in Europa e di queste 3.000 in Italia.

Superare la “sindrome dell’emergenza”

Per il presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale per le migrazioni mons. Gian Carlo Perego “servono politiche realistiche che aprano canali di migrazione legale, per togliere terreno ai trafficanti e far diminuire il numero dei morti”. L’arcivescovo ha anche chiesto che l’Italia superi la “sindrome dell’emergenza che caratterizza le politiche migratorie, superando finalmente i centri di accoglienza straordinaria”.

L’edizione 2021 del rapporto riprende nel titolo il Messaggio di Papa Francesco per la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (il cui testo è scritto integralmente nel volume) e i suoi 12 contributi sono curati da un’équipe di autori che, oltre ad essere studiosi di questi temi, nel corso degli anni hanno seguito e continuano a seguire concretamente i richiedenti asilo e i rifugiati nei loro percorsi in Italia, o sono essi stessi rifugiati. Come negli anni scorsi, ha contribuito alla realizzazione del rapporto la redazione dell’osservatorio Vie di fuga.

Quattro le parti che scandiscono il volume: “Dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa”, “Tra l’Europa e l’Italia”, “Guardando all’Italia” e un “Approfondimento teologico”. Ad arricchire le pagine del volume, infine, una serie di fotografie a colori del fotografo indipendente Alessio Mamo, che ritraggono cittadini afghani a Kabul e in diversi contesti di migrazione, in Bosnia, a Lesbo e a Calais.